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  HIV: DOMANDE E RISPOSTE

Le informazioni contenute in questa pagina sono tratte dal sito "AIDS on Line!".
Tale servizio è nato per fornire informazioni a chiunque sia interessato alla prevenzione, alla clinica ed alla diagnostica dell'infezione da HIV (AIDS) e di tutte le altre malattie sessualmente trasmesse (MST).
Lo scopo principale di AIDS on line! è quello di fornire, tramite Internet, consulenze gratuite e riservate di argomento biologico, medico o psicologico. Le richieste possono essere inviate alla casella postale di AIDS on line! esclusivamente mediante l'apposito modulo ed inserendo tutti i dati richiesti; questi ultimi, saranno coperti dal più stretto segreto professionale. Le risposte sono fornite, gratuitamente ed in tempi brevi, da biologi, medici e psicologi che da anni si occupano della ricerca e della clinica dell'infezione da HIV, presso strutture universitarie nazionali.
AIDS on line! raccoglie inoltre informazioni relative a centri AIDS in Italia, newsgroup italiano sull'AIDS, risorse HIV/AIDS, e servizi bio-medici utili.


Rapporti sessuali vaginali e/o anali-Masturbazione

È possibile contrarre l'AIDS mediante un solo rapporto sessuale non protetto?
La probabilità di contagio è uguale ogni volta che si ha un rapporto sessuale e dipende esclusivamente da fattori oggettivi quali la carica virale dell'eventuale partner infetto, il tipo di rapporto (genito-genitale, anale, orale), la presenza di eventuali abrasioni o piccole ferite, ecc. Anche un solo rapporto non protetto può causare l'infezione da HIV.

Durante un rapporto sessuale per via vaginale/anale con una partner potenzialmente infetta, si è rotto il preservativo. Il soggetto si è accorto del momento in cui il preservativo si è rotto per cui ha interrotto immediatamente il coito e lo ha ripreso soltanto dopo avere messo un preservativo integro. Quale è il rischio?
Per un contatto così ridotto nel tempo tra le mucose sessuali, il rischio di contagio è statisticamente nullo a patto che entrambi i preservativi siano stati posizionati correttamente. Nel caso di rapporti anali, il rischio di rottura del preservativo è sicuramente maggiore e, di conseguenza, risulta maggiore anche il rischio di trasmissione dell'infezione.

Quale è la concentrazione di virus HIV nello sperma e nelle secrezioni vaginali?
La concentrazione virale nello sperma, nel liquido pre-coitale e nelle secrezioni vaginali è funzione della concentrazione virale nel sangue (carica virale) e, naturalmente, dello stadio dell'infezione. La probabilità di contagio dipende essenzialmente, oltre che dalla carica virale, anche dal numero e dalle modalità dei rapporti non protetti.

Qual è la probabilità dell'infezione nel caso maschio infetto-donna sana (sperma) e donna infetta-uomo sano (secrezione vaginale) nel caso di rapporto non protetto?
La probabilità di contagio è sicuramente molto maggiore nel primo caso a causa del maggior tempo di contatto tra il liquido infetto (sperma o liquido pre-coitale) e la mucosa vaginale, rispetto alla durata del contatto tra la mucosa del pene e le secrezioni vaginali infette.

Vorrei sapere se per il rischio di contagio da HIV, avere rapporti con una donna in stato mestruale può costituire un aggravante del rischio di contagio, in un rapporto eterosessuale; se la risposta fosse SI, gradirei sapere di quanto aumenta il rischio di contagio per l'uomo. Nel caso descritto precedentemente, se il contatto tra le mucose sessuali fosse di breve durata, esisterebbe comunque rischio?
Sicuramente la presenza di sangue all'interno della vagina costituisce un'aggravante per quanto riguarda il rischio di contagio; tuttavia, già la secrezione vaginale può contenere un'alta carica virale e costituisce pertanto, già da sola, una via di trasmissione molto probabile. Parlare di "aumento di rischio", per la verità, non ha molto senso se non all'interno di un contesto epidemiologico: ai fini della prevenzione, anche un solo rapporto non protetto può servire al virus per passare da un partner all'altro.
La probabilità di trasmissione virale, nel caso in questione, è funzione del tempo di contatto tra la mucosa maschile ed i liquidi infetti: ad un tempo di permanenza breve, corrisponde sicuramente un rischio più basso di quello presente, invece, in un rapporto prolungato. Da quanto detto, tuttavia, non si può ricavare alcuna informazione sull'effettiva possibilità di contagio... Già nel punto precedente, ho detto che una sola "occasione" può essere sufficiente ad HIV per passare da un partner all'altro.

È possibile ritenere il rapporto sessuale con prostitute (ovviamente protetto da profilattico) più sicuro di quello con partner occasionali, dal momento che la prostituta per definizione non partecipa al rapporto sessuale e quindi non dovrebbe emettere secrezioni vaginali?
In realtà, anche se non esiste partecipazione emotiva all'atto sessuale, si ha sempre secrezione vaginale anche se spesso in quantità inferiore alla media. In caso contrario, la penetrazione risulterebbe notevolmente fastidiosa per entrambi e, soprattutto, per il partner femminile. La presenza di secrezione vaginale molto ridotta, inoltre, può contribuire a creare irritazioni e microlesioni cutanee che possono favorire la penetrazione del virus.

È vero che urinare subito dopo un rapporto sessuale elimina ogni possibilità di contrarre malattie a trasmissione sessuale?
E' assolutamente falso. Nel caso degli uomini, urinare può sicuramente eliminare una parte degli agenti patogeni eventualmente presenti nell'uretra ma non può assolutamente garantire l'assenza di contagio. Nel caso delle donne, urinare dopo un rapporto sessuale non è di nessuna utilità ai fini della prevenzione (né tantomeno come metodo contraccettivo).

Ho avuto un rapporto anale passivo: mi sono subito lavato accuratamente, però sono molto preoccupato per una probabile infezione
Nel suo caso, la probabilità di essere stato contagiato è abbastanza alta. Il rapporto di tipo anale è sicuramente il più rischioso tra quelli possibili ed il rischio maggiore è proprio per il partner accettore, sebbene siano stati documentati vari casi di infezione in direzione passivo infetto-attivo sano. L'effetto del lavaggio, per quanto precoce, ha un effetto pressoché nullo sulla probabilità d'infezione.

Il preservativo è un mezzo veramente efficace per proteggersi dall'AIDS? Quanto è affidabile? Avendo avuto rapporti sessuali, vaginali e/o anali, con un/una partner potenzialmente sieropositivo/a utilizzando il profilattico, quali rischi corro?
Il profilattico è un mezzo efficacissimo di prevenzione, a patto che sia utilizzato in maniera corretta e precoce. I contatti tra la mucosa vaginale (o rettale, od orale) ed il liquido precoitale sono da evitare quanto quelli con il liquido spermatico, nel caso di rapporti con un partner di sesso maschile potenzialmente infetto. Nel caso in cui la potenziale portatrice di virus sia la donna, il preservativo va indossato prima di qualsiasi contatto fra la mucosa del pene e le secrezioni vaginali potenzialmente infette. Particolare attenzione va posta nel non far rompere il preservativo (prima e durante il coito), nell'evitare di creare bolle d'aria mentre lo si indossa ed, infine, nell'assicurarsi che il serbatoio sia sgonfio, in modo da poter contenere agevolmente lo sperma. Nel caso di rapporti anali, va considerata l'alta probabilità di rottura del profilattico e quindi la possibilità non trascurabile di contagio in direzione passivo infetto-attivo sano e, soprattutto, in direzione attivo infetto-passivo sano.

Indipendentemente dal disagio erotico, è plausibile ritenere che indossando correttamente due preservativi durante un rapporto sessuale (anziché uno solo) ci sia una quasi doppia protezione?
Indubbiamente la probabilità che avvenga una rottura del profilattico, nel caso da lei descritto, si potrebbe considerare inferiore; l'utilità di un tale provvedimento risulta tuttavia pressoché nulla, a patto che il profilattico (unico) venga indossato correttamente (senza bolle d'aria che facilitino la rottura e con il serbatoio vuoto) ed in tempi precoci (prima che avvenga qualsiasi contatto tra le mucose genitali).

Esistono casi documentati di trasmissione del virus HIV attraverso preliminari come carezze e/o baci oppure mediante masturbazione reciproca?
Assolutamente no, purché non ci sia contatto tra le mucose sessuali, tra una mucosa sessuale e quella orale del partner od, ancora, tra le mani bagnate di liquidi potenzialmente infetti e la propria mucosa sessuale; in quest'ultimo caso, la probabilità di infezione è bassissima ma non è nulla. Anche il liquido precoitale, oltre a quello vaginale ed a quello spermatico, può essere veicolo di infezione.

Quale è la probabilità di infettarsi attraverso piccole abrasioni o ferite sulle mani che vangano a contatto con liquidi infetti (secrezioni vaginali, liquidi spermatico e/o precoitale)?
In questo caso, purché le ferite non siano aperte, il rischio è nullo. È possibile trasmissione attraverso la cute soltanto in caso di immissione parenterale apparente, ossia di inoculo diretto nel circolo artero-venoso.

Rapporti sessuali orali e trasmissione attraverso saliva

Quale è la pericolosità di un bacio molto profondo con scambio notevole di saliva? Per il contagio serve il contatto sangue-sangue o basta la saliva di un HIV+ e una piccola lesione in bocca di un negativo? Perdite di sangue dalle gengive o da piccole ferite dalle labbra possono provocare il contagio mediante un bacio? Se una donna sieropositiva pratica del sesso orale completo ad un uomo (fellatio) può contagiarlo? Se in un rapporto orale non protetto il/la partner attivo/a, ha microlesioni nella bocca e da queste scaturiscono microscopiche particelle di sangue infetto, si può avere contagio del/la partner passivo/a attraverso la mucosa genitale (glande o vagina)?
La presenza di particelle complete ed infettanti del virus HIV nella saliva non è mai stata dimostrata: pertanto i rischi di trasmettere la malattia mediante un rapporto orale attivo o mediante un bacio sono praticamente nulli. Unica eccezione a questa regola, potrebbe apparentemente essere fatta nel caso in cui esista sanguinamento in corso ma, anche in questo caso il rischio è praticamente nullo in quanto, per poter infettare il partner, occorrerebbe un'alta carica virale e quindi un sanguinamento molto abbondante.

È possibile infettarsi mediante rapporti orali attivi o passivi con un partner sieropositivo?
In un rapporto orale, è possibile che venga contagiato soltanto il partner attivo: infatti, sebbene ci siano indicazioni che la saliva possa inibire parzialmente il virus HIV, bisogna considerare la grande permeabilità delle mucose in generale e di quella orale in particolare e, soprattutto, è necessario tener presente che sia il liquido seminale sia le secrezioni vaginali sono abbondanti e pertanto possono essere veicolo di un'alta carica virale (la carica virale nel liquido seminale ed in quello precoitale o nella secrezione vaginale è proporzionale allo stadio dell'infezione). La probabilità di essere infettati attraverso la mucosa vaginale o quella del pene da un/una partner attivo/a sieropositivo/a, in un rapporto orale, è praticamente nulla.

Quali percentuali di contagio ci sono in un rapporto orale? Il sesso orale senza preservativo ha lo stesso grado di rischio di contagio del normale amplesso senza protezione?
Poiché anche la bocca è una mucosa (tessuto analogo a quello della vagina, del retto e del glande del pene) il pericolo di trasmissione è del tutto comparabile, sebbene ci siano state indicazioni su una possibile, leggera, inibizione della funzionalità virale da parte della saliva.

Qual è la probabilità di contrarre l'infezione via cunnilingus a donna infetta?
La probabilità di contagio attraverso la secrezione vaginale è proporzionale allo stadio dell'infezione ed alla carica virale presente nel sangue della donna. Essa è, comunque, maggiore in caso di abrasioni o piccole ferite presenti nella bocca del partner attivo. In ogni caso, parlare di probabilità ha senso soltanto da un punto di vista biomedico/epidemiologico giacché, anche un singolo episodio a rischio, può portare a contagio anche nelle condizioni apparentemente più restrittive.

Sono stato il soggetto attivo di un rapporto orale con un/una partner a rischio. Il rapporto è durato meno di un minuto, che possibilità ho di aver contratto l'infezione?
Parlare di probabilità in termini matematici non ha assolutamente senso poiché, anche se fosse possibile quantizzare il rischio reale, esso sarebbe funzione di numerose variabili quali le condizioni immunitarie dei due soggetti, il momento fisiologico del partner femminile (nel caso del cunnilingus) e, soprattutto, la carica virale eventualmente presente nel partner a rischio. L'unico dato oggettivamente rilevabile è che, purtroppo, il rischio per il soggetto attivo è alto in quanto un solo rapporto può costituire una minaccia al pari di rapporti numerosi o di lunga durata: Non esiste nessuna legge scientifica per la quale il contagio si possa verificare solo dopo un certo numero di minuti o di rapporti. E' evidente tuttavia che, più alto è il numero di rapporti e/o maggiore sarà la durata di questi, maggiori saranno le "opportunità" che il virus avrà di penetrare nell'organismo del partner attivo.
Nel caso da lei descritto, l'unico consiglio è quello di attendere lo scadere dei sei mesi ("periodo finestra") dal rapporto "a rischio" per poi effettuare almeno i test anti-HIV ed i markers per le epatiti; è bene considerare, infatti, che HIV non è sicuramente il più aggressivo tra gli agenti infettivi a trasmissione sessuale. Ogni test effettuato prima di detto periodo di tempo, non ha assolutamente alcun valore definitivo e costituisce, pertanto, un inutile spreco per il sistema sanitario nazionale ed uno stress assolutamente superfluo per il soggetto.

In un rapporto orale, c'è lo stesso rischio di contrarre l'AIDS da parte di ambedue i partners?
Sebbene sia la cavità orale sia il glande del pene o la vagina siano mucose, non esiste alcuna evidenza comprovata di trasmissione del virus HIV attraverso la saliva. Pertanto, il rischio reale, in un rapporto del tipo da lei descritto, è sicuramente per l'accettore ossia per colui che riceve lo sperma (e/o il liquido precoitale) o la secrezione vaginale.

La trasmissione del virus HIV per via orale avviene per la sola eiaculazione (o secrezione vaginale) oppure è necessario che ci sia anche la presenza di sangue in bocca (contatto liquido infetto-sangue)?
La trasmissione del virus, nel caso di cui sopra, avviene attraverso la mucosa orale. Se il virus è presente nello sperma o nel liquido precoitale (fellatio) od, ancora, nella secrezione vaginale (cunnilingus), la probabilità che HIV attraversi la mucosa, anche in assenza di lesioni cutanee, è correlata alla carica virale ("Viral Load") del partner passivo.

Evoluzione infezione, periodo finestra e test anti-HIV

Ho sentito parlare di una fase acuta dell'HIV: vorrei sapere come si manifesta e dopo quanto tempo.
L'infezione da HIV, nel 40-60% dei casi, si può manifestare sotto forma di infezione acuta (febbre simil-mononucleosica ghiandolare: sudori, malessere, faringite, cefalea, dolori muscolari ed articolari, nausea e diarrea, linfoadenopatia generalizzata) in tempi che vanno da una e sei settimane. Nella maggioranza dei casi, la natura dell'infezione non può essere diagnosticata subito, in quanto gli anticorpi anti-HIV si formano molto più tardi (fino a sei mesi dal momento del contagio= periodo finestra).

Leggo da più parti che il periodo finestra è di sei mesi mentre su un buon libro ho letto che il periodo finestra, nel caso di rapporti eterosessuali, è di 52 giorni, o meglio che verso il 52° giorno compaiono gli anticorpi. Dopo quanto tempo da una situazione "a rischio" è opportuno effettuare il test anti-HIV?
Il cosiddetto "periodo finestra", ossia il tempo massimo statisticamente necessario al sistema immunitario per creare anticorpi (Ab) anti-HIV, dura circa 6 mesi dalla data dell'ultima situazione "a rischio". E' pertanto opportuno effettuare il test soltanto dopo tale periodo giacché, esiti negativi di test più precoci, non potrebbero essere considerati definitivi e risultano quindi, di fatto, totalmente inutili.

Quanto costa il test anti-HIV e dove lo si può fare?
Il test, nelle strutture pubbliche, è del tutto gratuito ed anonimo. Le informazioni riguardo alle strutture sanitarie dove è possibile effettuare il test, sono contenute nelle nostre pagine riguardanti i "Centri AIDS in Italia", accessibili dal menu principale.

Per il test anti-HIV, occorre prescrizione medica?
Non occorre alcuna prescrizione: tutto quel che serve è il codice sanitario regionale

È possibile che un test HIV risulti positivo senza che sia stata rilevata alterazione di altri valori dalle comuni analisi del sangue (ad es. valori riferiti a funzionalita' epatiche)?
E' sicuramente possibile giacché la sieropositività evidenzia semplicemente che c'è stata risposta immunitaria e, conseguentemente, produzione anticorpale all'ingresso in circolo del virus. La presenza di altri sintomi correlabili a specifiche patologie, sarà riscontrabile soltanto in un secondo tempo quando, essendo ormai compromessa la funzionalità immunitaria, sopraggiungerà una o più malattie opportunistiche (AIDS).

Se si risulta negativi al test anti-HIV una volta, vuol dire che si è immuni al virus?
Il referto negativo al test anti-HIV indica soltanto che, al momento del prelievo, non esisteva in circolo un quantitativo rilevabile di anticorpi per HIV. Non considerando l'ipotesi che il test sia stato effettuato durante il "periodo finestra" (v.), la negatività rende soltanto conto del fatto che non si è stati mai in contatto con il virus o che, comunque, non si è stati contagiati. Nulla esclude la possibilità di contagio futuro nel caso in cui non vengano seguite le dovute precauzioni.

Il test ELFA (Enzime Linked Fluorescent Assay) è attendibile come i migliori ELISA?
Il test ELFA è un test senza dubbio meno noto dell'ELISA ma non per questo meno efficace. Sia L'ELISA che l'ELFA sono metodi immunoenzimatici ossia utilizzano anticorpi od antigeni per identificare i loro bersagli. In particolare, nel caso del test AIDS, si impiegano antigeni che vanno a legarsi agli anticorpi anti-HIV (se presenti). La differenza tra i due test consiste nel metodo utilizzato per evidenziare gli antigeni legati agli eventuali anticorpi: l'ELISA utilizza un procedimento colorimetrico mentre, per l'ELFA, si impiega una metodica in grado di rendere fluorescente il complesso antigene-anticorpo. Entrambi i test, hanno reale valore soltanto se vengono effettuali almeno dopo sei mesi dall'ultimo episodio "a rischio" (fine "periodo finestra").

Gradirei ricevere informazioni dettagliate sulla metodica PCR in generale ed, in particolare, sulla PCR quantitativa in relazione al progredire dell'infezione
La PCR (Polymerase Chain Reaction-Reazione a catena della polimerasi) è una potentissima metodica che consente di amplificare in modo esponenziale, sequenze di acidi nucleici (DNA-RNA) racchiuse tra due regioni a sequenza nota alle quali si attaccano, per complementarità, degli oligonucleotidi di sintesi chiamati "primers". La presenza dei primers, consente l'attacco della Taq polimerasi che sintetizza soltanto il DNA complementare a quello compreso tra i due oligonucleotidi. Lo scopo diagnostico di tale metodica è quello di evidenziare la presenza di acidi nucleici virali e, pertanto, allo stato attuale, si tratta prevalentemente di una tecnica "qualitativa". Attualmente, sono numerosissimi i tentativi, più o meno riusciti, di rendere "quantitativa" tale reazione ciclica, mediante vari diversi approcci: l'approccio più promettente è, allo stato attuale, quello definito "competitivo" nel quale si mette a reagire, assieme al campione da analizzare, anche un numero noto di copie di DNA standard.

Cosa si intende con il termine "Viral Load"?
Con il termine "Viral Load" s'intende la carica virale ossia la quantità di virus presente nel sangue (viremia). Esistono più metodi per la determinazione ma il più comune è la PCR (Polymerase Chain Reaction-Reazione a catena della polimerasi)

Miscellanea (Aghi infetti, insetti ematofagi, vaccini, ecc.)

Vorrei sapere se la puntura accidentale con l'ago di una siringa usata da un soggetto potenzialmente sieropositivo, comporta il rischio di trasmissione del virus HIV.
La probabilità di essere infettati tramite un ago esposto all'aria ed agli agenti atmosferici è del tutto trascurabile poiché il virus HIV perde la propria virulenza in tempi ridottissimi. Inoltre, il volume di sangue contenuto nell'ago è troppo basso per trasmettere una carica virale sufficiente a consentire la trasmissione dell'infezione.

È possibile il contagio da parte di insetti ematofagi quali le zanzare?
Non è mai stata dimostrata la possibilità di trasmissione del virus HIV attraverso la puntura di zanzare o di altri insetti ematofagi.

Avendo ricevuto l'antitetanica in seguito ad una ferita, vorrei sapere se esiste il rischio di aver contratto l'AIDS. Esiste la possibilità di contrarre l'AIDS con immunoglobuline o vaccini?
Non esiste alcun rischio di infezione mediante vaccinazioni o somministrazione di immunoglobuline.

Il contatto pelle-pelle può costituire un fattore di rischio in presenza di piccoli graffietti, brufoli e pellicine sollevate vicino alle unghie? In altre parole, se stringo la mano ad un sieropositivo, avendo delle pellicine sollevate sulle mani, oppure se mi sono procurato dei piccoli tagli facendo la barba ed abbraccio, bacio e vengo baciato sulle guance da un sieropositivo, corro dei rischi?
Nessun rischio: la trasmissione dell'infezione tramite sangue può avvenire soltanto per trasfusione diretta in circolo ed, anche in questo caso, è funzione della quantità di sangue trasfuso e della carica virale. Il bacio non è assolutamente veicolo di infezione.

Stando vicino ad una persona sieropositiva per HIV, è possibile contagiarsi per via aerea (colpi di tosse, respiro, starnuti, ecc.)
Non è possibile alcun contagio per via aerea. Per quel che riguarda le potenzialità infettive della saliva, non sono mai state isolate in quest'ultimo liquido biologico particelle complete ed attive di HIV.

Per contrarre l'infezione può essere sufficiente il contatto prolungato con oggetti di vestiario indossati da una persona sieropositiva per HIV?
Non c'è assolutamente nessuna possibilità di infezione se si indossano indumenti già portati da persone sieropositive in quanto il contagio è possibile soltanto mediante trasmissione parenterale apparente: in parole povere, è necessario che un liquido potenzialmente infetto entri direttamente nel circolo sanguigno di una persona sana

È possibile essere contagiati da HIV attraverso abbracci, carezze o strette di mano con persone infette?
Nessuna relazione sociale con persone sieropositive è "a rischio". Il contagio è possibile soltanto mediante rapporti sessuali o trasmissione parenterale apparente: in parole povere, è necessario che un liquido potenzialmente infetto entri direttamente nel circolo sanguigno di una persona sana

È vero che possono trasmettere il virus HIV soltanto le persone che già mostrano segni di malattia?
E' assolutamente falso. Il virus HIV può essere trasmesso anche da persone sieropositive asintomatiche e la probabilità che ciò avvenga dipende soltanto dalla carica virale, dalle modalità di trasmissione, ecc.

Dopo quanto tempo dal contagio si manifestano i sintomi dell'infezione?
Sebbene il tempo di latenza ed incubazione sia molto variabile da soggetto a soggetto, il tempo stimato medio è di 10 anni e mezzo.

 

  vedi anche:   Omosessualità Maschile

 

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