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AIDS: IL VIRUS INVENTATO
Abbiamo deciso di dare voce a tutte le opinioni
esistenti sull'AIDS (nate da un fondamento valido, ovviamente) anche
quelle dissidenti. Ognuno potrà così trarre le proprie
conclusioni leggendo questo testo. Tantissimi sono i personaggi
illustri (molti medici vincitori del Nobel) che appoggiano questa
teoria. La campagna "L'aids non esiste" in Italia è
portata avanti, inoltre, anche da DARIO FO, premio Nobel per la
letteratura.
Fonte: www.ilvirusinventato.it
Questo sito
nasce a seguito di una ricerca sull'AIDS, avviata per approfondire
la conoscenza di un argomento che riguarda tutti, dopo aver sentito
alcune storie di persone "sieropositive" in piena salute
che hanno cominciato a star male nel momento in cui è iniziata
la cura con i farmaci antiretrovirali. Si poteva pensare a semplice
coincidenza oppure ipotizzare una qualche relazione tra i due eventi:
la logica e un po' di sano scetticismo ci hanno spinto verso l’indagine.
Abbiamo quindi condotto una ricerca approfondita sull’argomento,
e siamo arrivati dove non potevamo immaginare: ciò che credevamo
vero da sempre, dal 1984, si è rivelato incoerente ridicolo
e criminale; altre posizioni sono affiorate, un mondo di scienziati,
medici, giornalisti e politici impegnati in una battaglia contro
l’establishment per combattere un mostro che ha arricchito
alcuni, ucciso molti, condizionato o terrorizzato tutti.Il quadro
che si è delineato nel corso della nostra ricerca è
estremamente complesso, gli aspetti clinici e sanitari del problema
sono profondamente collegati a quelli sociali economici e politici.
Non ci proponiamo quindi, in questo spazio, di fornire un’analisi
completa ed esaustiva del fenomeno, ma piuttosto di indicare al
lettore una prospettiva diversa, abbozzando gli aspetti principali
della storia e fornendo indicazioni per reperire tutte le informazioni
necessarie per validare e completare personalmente il quadro.
Premessa
Quando
parliamo di AIDS usiamo due concetti basilari: "malato asintomatico"
e "sieropositivo". Sono intimamente collegati. Un malato
asintomatico è una persona in cui non c'è nessuna
evidenza, nessun sintomo, nessun segno della malattia: insomma uno
che non è malato se non sulla base di un foglio di carta
dove c'è scritto positivo. E anche la sieropositività
è basata soltanto sulla stessa parola scritta sullo stesso
foglio di carta. E quella parola è solo il risultato di un
test. I medici sono stati espropriati della possibilità di
fare una diagnosi, non c'è più confronto, non c'è
più la possibilità che uno dica si e un altro no.
La diagnosi la fa esclusivamente il sistema sanitario/farmaceutico
che brevetta, approva e produce i test. E' evidente che il concetto
di malato asintomatico sieropositivo è contraddittorio e
che tutto l'insieme è estremamente pericoloso: il test decide,
al di là di ogni evidenza, se una persona è sana o
malata.
Il
Malato di AIDS
Un soggetto
viene classificato malato conclamato di AIDS quando si verificano
due condizioni:
presenta i sintomi
di almeno una delle 29 patologie considerate possibili conseguenze,
come Polmonite, Tubercolosi, Linfoma, Diarrea, Herpes Simplex, Sarcoma
di Kaposi, Candidiasi, etc..
è positivo al test HIV (Human Immunodeficiency Virus).
Se il soggetto è positivo al test ma sta bene viene considerato
malato asintomatico. L’eventuale successiva comparsa dei sintomi
di cui sopra cambierà la sua classificazione in malato conclamato.
Se il soggetto presenta i sintomi di una delle patologie in elenco
ma non è positivo al test non è malato di AIDS. L’eventuale
successiva risposta positiva al test cambierà la sua classificazione
in malato conclamato. Pertanto un malato di polmonite o tubercolosi
negativo al test è solo malato di polmonite o tubercolosi.
Mentre un malato di polmonite o tubercolosi positivo al test è
malato di AIDS. E’ subito evidente che il test HIV ha un ruolo
centrale nella diagnosi di AIDS.
Due posizioni
a confronto
1. La posizione
ufficiale:
il virus HIV
è la causa dell’AIDS, che è quindi una patologia
infettiva.
un test individua la presenza degli anticorpi e quindi del virus.
il virus può avere un periodo di latenza fino a decine di
anni.
i sieropositivi (positivi-al-test) si ammaleranno e moriranno
i farmaci antiretrovirali (AZT in testa) combattono la diffusione
del virus e allungano la vita.
alcuni sieropositivi non hanno sintomi perchè il virus è
latente
anche i sieropositivi asintomatici devono prendere i farmaci quanto
prima.
2. La posizione dei dissidenti:
il virus HIV
non è stato mai isolato, probabilmente neanche esiste, l’AIDS
non è causato da un virus e non è quindi una patologia
infettiva.
l’AIDS è causato da un complesso di fattori (droghe
pesanti, superesposizione ad agenti patogeni, farmaci) fortementi
presenti in certi stili di vita, che alla lunga distruggono il sistema
immunitario.
i test HIV non sono specifici e non è chiaro che cosa individuino.
la risposta positiva al test non è indice di niente e non
giustifica alcuna terapia.
i farmaci antiretrovirali sono inutili in quanto non c’è
nessun virus da combattere, e soprattutto letali perchè possono
portare alla morte in pochi mesi distruggendo in particolare il
sistema immunitario.
i malati di AIDS devono sospendere l’esposizione ai fattori
patogeni, curarsi per le patologie specifiche di cui soffrono, seguire
nel contempo terapie di sostegno per consentire al loro sistema
immunitario il recupero.
i farmaci antiretrovirali hanno trasformato in malati di AIDS individui
altrimenti sani che hanno avuto la sfortuna di risultare positivi-al-test.
In altre parole i dissidenti accusano l’establishment sanitario
di adottare terapie che:
non curano i
malati "veri" di AIDS ma anzi ne affrettano o ne causano
la morte.
portano alla malattia e/o alla morte per AIDS malati "inventati",
soggetti sani risultati positivi-al-test.
Il paradigma dell’ortodossia è: HIV = AIDS = MORTE
Il paradigma
della dissidenza è: TEST Positivo = CURA = MALATTIA e/o MORTE
Ora questo fenomeno
ha interessato ad oggi circa duemilioniottocentomila persone in
tutto il mondo (fonte: WER - Weekly Epidemiological Record –
OMS - bollettino n. 49 del 7 Dicembre 2001 – Totale malati
registrati in tutto il mondo dall’inizio ad oggi: 2.784.317);
se è vero quanto sopra allora stiamo forse parlando di uno
dei più atroci crimine contro l’umanità dalla
fine della seconda guerra mondiale ad oggi. Ma non contro l’umanità
in genere: quasi esclusivamente contro omosessuali, tossicodipendenti
e neri. Un virus altamente selettivo, come nessun altro prima, tanto
da potervi vedere uno strumento di pulizia etnica al servizio dell’uomo
bianco e puritano.
Ricerche
avanzate sull’HIV.
In Australia
un gruppo di ricercatori del Royal Perth Hospital, definito "The
Perth Group", ha concentrato le proprie ricerche sull’isolamento
dell’HIV e sulla validità dei test ELISA (test di primo
livello, il più utilizzato), Western Blot (secondo livello,
considerato più attendibile) e Viral Load (l'ultimo apparso);
hanno concluso le loro ricerche affermando che nessuno dei lavori
pubblicati dimostra che l’HIV sia stato isolato e che i tre
test non provano affatto la presenza del virus HIV nei campioni
di sangue sottoposti a test.
La
voce di un Nobel.
Il Dottor Kary
Mullis ha ricevuto il premio Nobel nel 1993 per aver inventato un
procedimento, la PCR (Polymerase Chain Reaction), che permette di
identificare un segmento di codice genetico (una specifica sequenza
di nucleotidi) eventualmente presente in un campione ed amplificarne
la concentrazione per facilitare all’osservatore la sua individuazione.
Per poter completare una sua relazione ha cercato inutilmente documenti
scientifici che contenessero la prova che il virus HIV sia la causa
dell’AIDS. Da allora non si stanca di ripetere, senza essere
mai stato smentito, che non esiste un solo documento scientifico
che contenga tale prova. La scienza ha le sue regole, e nessuno
può sostenere di aver scoperto qualcosa se non rende disponibile
una documentazione completa ed esauriente che consenta ad altri
di confermare o confutare la sua scoperta. È paradossale
e preoccupante che un migliaio di scienziati sparsi per il mondo
stiano lottando per dimostrare che l’ipotesi HIV=AIDS sia
falsa, quando nessuno ha ancora dimostrato che è vera. D’altronde
se qualcuno avesse isolato il virus HIV ed avesse provato il rapporto
causale tra l’HIV e l’AIDS avrebbe con ogni probabilità
ricevuto per tale scoperta il Nobel per la medicina. Non ci risulta
che tale Nobel sia stato ad oggi assegnato.
L’AIDS
e la legge.
La corte di
Dortmund, il 15 Gennaio 2001, ha emesso una sentenza di condanna
ad 8 mesi, con sospensione della pena, in un procedimento per Genocidio
(Legge § 220a StGB) contro le Autorità Sanitarie Federali
Tedesche e contro il Parlamento della Repubblica Federale Tedesca.
Le autorità sanitarie erano accusate di aver diffuso informazioni
e foto false relative all’isolamento del virus HIV; il Parlamento
Tedesco era accusato di aver assecondato tali menzogne nonostante
fosse a conoscenza dal 1994 del fatto che il virus HIV non è
mai stato isolato, e che conseguentemente nessun test poteva essere
approvato ed utilizzato per definire infette persone che, sane prima
del test, sono poi morte dopo un trattamento con farmaci antiretrovirali.
La tesi dell’accusa, e cioè che ne Montagnier (1983)
ne Gallo (1984) avevano isolato alcun virus in connessione con l’AIDS
e che il Bundestag era dal 1994 a conoscenza di tale fatto, è
stata provata sulla base di un documento registrato negli archivi
del German Bundestag stesso col numero DS 12/8591.Dopo la sentenza
i ricorrenti hanno indirizzato una lettera nella quale descrivono
le motivazioni e le conclusioni del procedimento legale a:
ONU, Office
of the High Commissioner for Human Rights, Mary Robinson
Tutti i capi di Stato e tutti i capi di Governo
Tutte le Organizzazioni Governative
Sudafrica.
L’attuale
Presidente Sudafricano Thabo Mbeki, subentrato a Nelson Mandela
il 16 Giugno 1999, sta combattendo da oltre un anno una battaglia,
contro il potere politico/economico dell’ortodossia sanitaria
occidentale, sul tema dell’AIDS: ha voluto una commissione
presidenziale mista ortodossi e dissidenti appositamente istituita
col compito di affrontare gli aspetti più controversi dell’AIDS,
come la non specificità del test o la tossicità dei
farmaci antiretrovirali. Il 3 Aprile 2000 il Presidente Mbeki ha
indirizzato una lettera a tutti i Leaders del Mondo per spiegare
la posizione del Governo Sudafricano sull’epidemia sub-sahariana
di AIDS. In sostanza ha ringraziato per la disponibilità
del mondo occidentale, ha sottolineato come l’AIDS in Africa
sia un fenomeno specifico e profondamente diverso da quello occidentale,
ha affermato che sarebbe assurdo e illogico imporre l’esperienza
occidentale alla realtà africana, e che quindi il problema
deve essere affrontato e risolto dall’Africa in modo autonomo.
Nel frattempo i farmaci antiretrovirali non sono compresi nelle
terapie per l’AIDS utilizzate dal sistema sanitario sudafricano,
ne da quelli di diversi altri paesi a sud del Sahara che appoggiano
l’iniziativa del Presidente Mbeki, nonostante la recente e
reclamizzata vittoria giudiziaria contro Big Pharma. Questa scelta
ha scatenato una campagnia diffamatoria internazionale contro il
Presidente Mbeki, veicolata ai massimi livelli in Gran Bretagna
con accuse infamanti tramite:
The Observer:
"Mbeki lascia morire nel dolore i bambini malati di AIDS"
The Times: "Mbeki soffre di un complesso di persecuzione"
The Telegraph: "L’Africa dovrebbe essere ricolonizzata"
The Sunday Times: "Mbeki nemico della gente"
International Herald Tribune: " Il Sudafrica rifiuta un prestito
di un miliardo di US$ per comprare farmaci antiretrovirali"
La GlaxoSmithKline (già Barrough Wellcome e poi Glaxo Wellcome),
produttrice dell’AZT, il più tristemente famoso dei
farmaci antiretrovirali, e di tanti altri farmaci dello stesso tipo,
leader mondiale nel commercio di farmaci HIV/AIDS è una multinazionale
inglese. In questo scenario, che fa del Presidente Mbeki il leader
di un nuovo tentativo di indipendenza e rinascita dell’Africa,
l’ex Presidente Nelson Mandela si è apertamente schierato
con le tesi dei poteri forti occidentali, sostenendo la teoria virale
dell’AIDS e la necessità di utilizzare i farmaci antiretrovirali.
L’Africa.
Il Dott. David
Rasnick, membro della Commissione Presidenziale Sudafricana, ha
descritto l’epidemia africana di AIDS con le seguenti parole:
"Se si smettesse di usare il test HIV l’epidemia africana
di AIDS scomparirebbe". Il WHO (World Health Organization)
produce un bollettino settimanale chiamato WER (Weekly Epidemiological
Record) nel quale vengono riportati i totali cumulativi di tutti
i casi di HIV/AIDS registratati in ciascun paese del mondo, totalizzati
per paese e continente:
Bollettino n.
47 del 26 Novembre 1999 - totale casi HIV/AIDS registrati in Africa
dall’inizio dell’epidemia al Nov. 1999: 794.444
Bollettino n. 47 del 24 Novembre 2000 - totale casi HIV/AIDS registrati
in Africa dall’inizio dell’epidemia al Nov. 2000: 876.009
Bollettino n. 49 del 07 Dicembre 2001 - totale casi HIV/AIDS registrati
in Africa dall’inizio dell’epidemia al Dic. 2001: 1.093.522
Come si vede i casi registrati in Africa negli ultimi due anni sono
299.078. Davvero poca cosa se si pensa che in Africa vivono 760
milioni di persone e ne muoiono più di 10 milioni all’anno,
di cui un milione per malaria. Purtroppo il WHO preferisce dare
evidenza alle stime invece che ai dati ricevuti dai paesi interessati,
ed ecco allora comparire 30/40 milioni di malati ed avviare una
crociata contro questo flagello biblico. L’epidemia vera è
quella di menzogne. In Africa esistono da sempre patologie tipiche
della povertà e molto diffuse: aggiungiamo il test che risulta
tendenzialmente positivo in presenza di una qualche patologia (vedere
la lista dei fattori che possono causare una risposta positiva al
test HIV) e il gioco è fatto. Chi prima moriva di tubercolosi
o diarrea oggi muore di AIDS. Nessun problema, l’uomo bianco
dispone della medicina giusta. Ma è troppo costosa, i paesi
africani non possono permettersela. Nessun problema, l’uomo
bianco ha anche la banca mondiale e può concedere prestiti
molto vantaggiosi per acquistare le miracolose medicine occidentali.
La
CIA.
Il 1 Maggio
2000 la Casa-Bianca ha dichiarato l’AIDS una minaccia per
la sicurezza nazionale, e ha dato con ciò mandato alla CIA
per gestire ufficialmente la faccenda. Viene spontaneo pensare che
la minaccia sia rappresentata dalla diffusione dell’epidemia
negli USA, ma non è cosi: i dati del CDC (Center for Disease
Control) mostrano che i casi di AIDS negli ultimi anni sono calati
notevolmente, e sono circa il 30% rispetto al picco degli anni 92/93.
Il problema non è quindi la crescita del fenomeno, ma, per
quanto paradossale e grottesco possa apparire, l’esatto contrario,
la sua eventuale scomparsa. Sono ormai così imponenti gli
interessi economici politici e burocratici legati al virus HIV che
la sua morte prematura potrebbe sconvolgere parecchi equilibri:
100.000 ricercatori
e medici, in buona parte americani, hanno carriere e stipendi legati
al virus.
93 miliardi di US$ (oltre 200.000 miliardi di lire) sono stati stanziati
fino ad oggi nei soli Stati Uniti per le ricerche sull’AIDS.
più di 1000 associazioni raccolgono in totale migliaia di
miliardi di lire all’anno per aiutare i malati di AIDS.
alcune decine di migliaia di miliardi di lire all’anno impinguano
i bilanci delle multinazionali del farmaco con la vendita dei farmaci
"salvavita" antiretrovirali e dei test HIV (ELISA, Western
Blot, Viral Load)
organismi come USAID (U.S. Agency International Development) UNAIDS
(United Nations AIDS program), WHO (World Health Organization),
ricevono stanziamenti annuali di migliaia di miliardi di lire per
combattere l’AIDS. L’ONU ha appena chiesto uno stanziamento
di 20.000 miliardi di lire per affrontare l’emergenza.
C’è da credere che tale virus sarà tenuto in
vita artificialmente per parecchio tempo. C’è anche
da credere che la successione temporale tra la lettera del Presidente
Mbeki e l’annuncio della Casa Bianca non sia pienamente casuale.
D’altronde lo stesso Mbeki ha apertamente accusato la CIA
e le multinazionali del farmaco di aver orchestrato la campagna
di discredito nei suoi confronti. Tutto ciò non deve stupire.
Il dissenso ha ripetuto le proprie critiche per 16 anni senza che
l’establishment scientifico e gli interessi che esso rappresenta,
e da cui è sostenuto, si sentissero minimamente minacciati,
visto il loro enorme potere e la conseguente capacità di
emarginare e imbavagliare i settori della scienza non graditi. Ma
ora il Presidente Mbeki con la sua Commissione mista sull’AIDS
ha dato voce alla dissidenza, e la recente relazione (Presidential
AIDS Advisory Panel Report), pubblicata nel mese di Marzo 2001,
prevede 10 progetti di ricerca che potrebbero seppellire la teoria
ufficiale sull’ipotesi virale dell’AIDS. Forse si capisce
come mai, in questi ultimi mesi, il tam-tam mediatico sui 30 milioni
di malati africani ha suonato senza tregua al massimo del volume.
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